Qui di seguito parleremo del KOKORO NO HANA (lett. “FIORE DELLO SPIRITO”) detto anche più semplicemente “HANA”

Per fare ciò prendo spunto dalle parole di Luca Cenisi, che è stato l’ideatore e anche il realizzatore di questa particolare forma di poesia, che coniuga la possibilità di esprimersi in versi liberi, praticati nell’odierna nostra poesia, ma non trascurando la profondità e il senso estetico degli Haiku o dei Senryu che, per formare lo “HANA”, vengono inseriti fra i versi liberi.

IL KOKORO NO HANA È PURA EMOZIONE.

A volte le diciassette sillabe di un haiku, (5-7-5) o di un senryu (5-7-5), possono sembrare molto poche per descrivere a pieno l’istante (qui ed ora) e l’esperienza o l’emozione vissuta dal poeta. Spesso, riferendomi in questo caso solo all’Haiku, ho detto che è tanto più bello, quando apre col suo dire e non dire tante possibili interpretazioni da parte del lettore, tante vie percorribili; e proprio per questo l’haiku viene definito un poema in diciassette sillabe, e in ciò sta principalmente la sua difficoltà.

Con questa particolare forma di poesia il poeta non si limita solo a suggerire quelle tante possibili vie, ma con i versi liberi accompagna o meglio indica al lettore la strada da lui percorsa e che ha caratterizzato il suo sentire.

 

Per quanto ovvio il poeta si limita ad indicarla quella strada, ciò non toglie, come avviene sempre nella poesia che poi ognuno, pur accompagnato dalla mano del poeta, lungo quella strada, trovi comunque un suo percorso personale.

In parole povere, mentre l’Haiku o il Senryu sono pura concentrazione, qui il poeta apre il suo sentire, lo spiega, e con i versi liberi lo completa.

Piantato il “seme “dell’anima nel terreno della poesia, questa diverrà uno splendido fiore, immune al lento e inesorabile scorrere del tempo.

Gli Haiku-Senryu inseriti fra i versi liberi (detti “Tsuchi, ovvero terreno) prendono infatti il nome di TANE, che vuol dire “SEMI”, e simboleggiano “il seme dell’emozione piantato dal poeta nel terreno della poesia”; un seme destinato a crescere, e a divenire fiore, lo HANA.

 

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VEDIAMO ORA COME POSSIAMO COMPORLI e come gli haiku e i senryu possono essere inseriti fra i versi liberi.

Mentre per i Semi o Tane – cioè gli Haiku o i Senryu sono previste delle quantità precise da inserire tra i versi liberi (vedremo qui di seguito), per i versi liberi non è previsto un limite; quindi possiamo inserire delle strofe di due o tre o quattro versi o anche più, e come già detto essi potranno essere scritti liberamente senza nessuna regola metrica, oppure secondo un costrutto metrico scelto a piacere dall’autore.

1-Se il TANE – cioè l’haiku o il senryu, è inserito fra due strofe di versi liberi si avrà:

LA FORMA CLASSICA DEL KOKORO NO HANA

Versi liberi
Un solo Haiku o senryu
Versi liberi

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2-Quando il TANE è inserito prima dei versi liberi, si avrà la forma denominataYOAKE NO HANA” O “FIORE DELL’ALBA”. A simboleggiare l’alba della vita, quando l’uomo s’affaccia per la prima volta a questo mondo con occhi innocenti.

Un solo Haiku o Senryu
Versi Liberi

  • §§

3-Quando invece il TANE sarà inserito alla fine dei versi liberi e non sia seguito da nessun verso, si avrà il NITIBOTU NO HANA O “FIORE DEL TRAMONTO”.

A simboleggiare l’inesorabile termine dell’esistenza, segnato dalla consapevolezza e dalla disillusione.

Versi Liberi
Un solo Haiku o Senryu

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4-Qualora vi siano uno o più TANE inseriti tra due strofe di versi liberi unitamente ad un TANE posto all’inizio o al termine del componimento, si avrà  LA FORMA MISTA DI KOKORO NO HANA.

Un primo Haiku o Senryu
Versi liberi
Uno o anche più Haiku o Senryu
Versi Liberi

Oppure:

Versi liberi
Uno o anche più Haiku o Senryu
Versi liberi
Un ultimo haiku o Senryu

5-Qualora vi siano due TANE, rispettivamente collocati all’inizio e al termine dello Hana- dei versi liberi, avremo il KAGAMI.

Due haiku o Senryu
Versi liberi
Due haiku o Senryu

 

 

  • §§

6-Qualora vi siano uno o più tane inseriti tra due strofe di versi liberi,  unitamente a due tane rispettivamente posti all’inizio e al termine dello stesso, si avrà la particolare forma di Hana denominata SITEKI NA WA O “CERCHIO DELLA POESIA”.

In questa particolare forma i tane presenti nella poesia scandiscono con vigore l’inizio, lo sviluppo e la fine della stessa, di fatto rappresentando il ciclo esistenziale dell’uomo, caratterizzato dalla sua nascita, dal suo sviluppo e maturazione e, infine, dalla morte.”

Due Haiku o Senryu
Versi liberi
Uno o più Haiku o Senryu
Versi liberi
Due Haiku o Senryu

NB:
Per quanto ovvio più sono i TANE cioè gli haiku o i senryu da inserire nel contesto dei versi liberi e più aumenta la difficoltà, per il momento quindi suggerirei a chi si vuole cimentare nei Kokoro no Hana di provare con quello Classico o con il Yoake no Hana o ” Fiore dell’Alba ” oppure con il Nitibotu no Hana o ” Fiore del Tramonto”.

 

 

  • §§

Concludo come ho iniziato con le parole di Luca Cenisi:
Qualunque sia la declinazione assunta dallo HANA il fine è quello di porre in risalto “un messaggio profondo dell’anima, rappresentato dai tane attraverso la loro collocazione all’interno di una struttura lirica più ampia”, che non sarà mai una mera cornice. Essa sarà altresì una parte viva e vitale dello HANA, legata ai TANE in modo coerente, e in un contesto lirico omogeneo che “oltre a consentire al lettore di cogliere il messaggio emozionale proprio degli haiku e dei senryu ivi inseriti, è a sua volta completamento e rafforzamento di quello stesso messaggio”.

I KOKORO NO HANA e le sue Forme derivate possono avere ” UN TITOLO “

Esempi: Gli Haiku o i senryu sono distinti dai versi liberi in corsivo.

È l’ombra che sfiora ogni curva
la luce di una candela
il profumo di una fiamma
che annega nella cera calda,
lo porta un respiro
e tiepido sussurra alla pelle
promesse che lei sola può udire:

vivono dei sensi
i sospiri nel buio –
senza parole

E’ un soffio ovattato
e l’ultimo vivido scorcio
di te che inviti la notte.

 

§§§

 

scende una foglia
la prima a coricarsi
e già riparti

E sola la campana ogni Settembre
scandisce lenta la mia malinconia

duetto apocrifo
mutilo dei versi tuoi
senza certezze

di te che tanto ami l’avventura
che d’aria ti nutri spirito lieve

Quel che desideri giace sui colli
oltre il mare, al di là delle stelle
troppo inafferrabile la saggezza
per coglierla all’ombra d’un campanile

Ma è questo isolamento che mi svela
perché ogni primavera qui ti aspetto

punto d’arrivo
è un luogo comune
per strade diverse

Due mie composizioni:

IERI…OGGI

– Nitibotu no hana o “fiore del tramonto”.

Di fate e di gnomi sognavo
e mi preparavo alla vita.
Sotto i miei piedi
i sogni ghiacciati…
nel bosco i miei passi, ora grevi.

è luna piena-
tutto il bosco s’imbrina
scricchiola l’erba.

 

LA QUERCIA
Kokoro no Hana  – Fiore dell’Alba –

tenere foglie-
è ancora bambina
la vecchia quercia.

Nel suo vivere lento
ha visto passare
la vita e la morte,
lo sbocciar dei fiori
mille volte, e gli amori
sotto le sue fronde.
Dal cielo e dagli occhi
lacrime l’han bagnata
e il sole e i sorrisi
l’hanno illuminata.
Questo è il suo destino!
Guardare la vita
che scorre veloce
nel suo vivere lento.

 

 

 

 

 

 

 

 

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