GRAND TOUR AL CALOR BIANCO di Yvonne Pincelli, Turismo di elite (in lavorazione)

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Turismo di Elite

140 pagine 24,00 Euro formato 17x24 cucito copertina plastificata lucida flessibile con doppia bandella.

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GRAND TOUR AL CALOR BIANCO di Yvonne Pincelli, Turismo di elite (in lavorazione)

Yvonne Pincelli è docente di Lingua e Letteratura Francese presso l’Istituto Superiore “A. Zoli” di Atri, Abruzzo. Ha conseguito le abilitazioni di Direttore Tecnico di agenzie viaggi e turismo e di Assistente Turistico. Dal 1994 si occupa di progetti per la valorizzazione del territorio collaborando con Enti pubblici e privati. Attualmente è Direttore Tecnico di un nuovo Tour Operator e si occupa, principalmente, di potenziare i flussi turistici dai Paesi esteri verso la propria Regione.

Il libro propone una chiave di lettura della evoluzione in atto sui mercati nazionali e internazionali, sul sistema scolastico e sul ruolo del genere umano nel nuovo contesto competitivo universale. Il testo è frutto di una esperienza personale nei vari settori, risultato di un’intensa attività di ricerca, arricchita da un continuo scambio e condivisione di idee, proposte, azioni. Affascinata, sin dall’adolescenza, dallo studio della Letteratura Francese, l’“esprit de finesse” propriamente pascaliano, mi ha accompagnata nel percorso educativo e scolastico e sostenuta nei momenti belli e tristi della mia vita. Cito alcune personali riflessioni: “Sono io il mio punto fermo. Per stare fermo devo essere dinamico. L’Energia è la fruizione del Bello. L’essenza è l’Amore. Il fine è la libertà che è Armonia del sé. Il mezzo è l’equilibrio tra gli opposti. Il palcoscenico della vita uno scenario da tragicommedia.”

«Mi dissero che ero una farfalla libera su nel cielo ma mi spezzarono le ali […]. Mi dissero che ero un gabbiano, perché amavo il mare, la natura e la libertà, ma mi colpirono a morte […]. Mi dicono che sono una stella che deve brillare più di tutte le altre […]. È mio destino raggiungere il Cielo».

L’Anima, ecco, ho sempre cercato l’anima nelle cose e delle cose, nelle persone e delle persone. Non è uno stato contemplativo che ha contraddistinto la stesura di questo libro, al contrario, mi ha ispirato la volontà di stabilire un percorso per realizzare qualcosa di buono per noi e per chi vive intorno a noi.

Prendo spunto da alcune citazioni del mio professore di Francese dell’Università “G.D’Annunzio” di Pescara, Gabriele Aldo Bertozzi, fondatore dell’Internazionale Novatrice Infinitesimale, movimento artistico, letterario e filosofico. (www.inismoavanguardia.com).

“La Rivoluzione è un gesto d’amore per la vita, per il mondo”.“La Rivoluzione è etica che precede Estetica”.

“Il rivoluzionario è giovane. E’ sempre giovane. Il Rivoluzionario è bello. E’ sempre bello. Il Rivoluzionario è sempre pronto per il Grande Viaggio”.

Da qui è scattata l’“Illumination” di flaubertiana memoria che ha mi ha dato l’ispirazione per scrivere questo testo dedicato al tema del Viaggio e non solo.

Vorrei dare alcune spiegazioni sul titolo prima di intraprendere un percorso originale che coniuga il passato al presente, la tradizione con l’innovazione, l’arte con l’high tech, il cinema con la moda, l’uomo e il suo rapporto con la tecnologia.

Coniato da Richard Lassels nel suo viaggio del 1670 in Italia, il termine “Grand Tour” è venuto a riferirsi ai viaggi di un’ élite nord-europea, in maggioranza britannica, in Francia, in Svizzera e nel Sud dell’Europa ed aveva, apparentemente, un carattere educativo. L’obiettivo primario del “Grand Tour” era il viaggio in Italia, dove giovani artisti, aristocratici e uomini di Stato, vennero a toccare con mano i resti della cultura classica. Le origini del Tour si possono trovare nel XVI secolo, ma toccò il suo apice nei secoli tardo XVII e XVIII. Poteva durare da pochi mesi fino a svariati anni e, di solito, aveva come destinazione l’Italia. «Un uomo che non sia stato in Italia- scriveva Samuel Johnson- sarà sempre cosciente della propria inferiorità, per non avere visto quello che un uomo dovrebbe vedere».

Il termine turismo e più in generale il fenomeno dei viaggi turistici odierni come cultura di massa ebbero origine proprio dal “Grand Tour”.

Nel testo, la chiave d’interpretazione del lungo viaggio di particolare rilievo formativo o culturale, ha connotazioni molto più ampie: è il viaggio del mitologico Ulisse che non rappresenta solo il viaggiatore per eccellenza, ma è anche il simbolo di astuzia e intelligenza, capace di superare tutti i pericoli che incontra sulla strada per ritornare ad Itaca; è il viaggio del “pio” Enea che, profugo di guerra, insieme ai suoi compagni si spinge per mare alla volta del Mediterraneo; è il viaggio di Dante che, dopo essersi smarrito nella celebre “selva oscura”, attraversando Inferno e Purgatorio, troverà “la diritta via”, ovvero risolverà i suoi dubbi, comprenderà i suoi errori e ritroverà se stesso.

E potrei continuare all’infinito attingendo a tutte le letterature straniere che hanno visto nel “viaticus” un percorso come avventura, conoscenza e al tempo stesso occasione di crescita interiore e spiritualità.

Il focus del libro “al calor bianco” è da interpretare con una sorta di visione alchemica, alla condizione del lettore che sarà trasportato, con ritmo talora cadenzato, altre volte più appassionato, ad una dimensione in cui l’essenziale diventerà visibile agli occhi (con tutto rispetto per il segreto del Piccolo Principe); una dimensione in cui scopriremo insieme, perché ti accompagnerò per mano, caro lettore, il piacere di elevare la tua anima a nuove conoscenze, un’anima travolta e stravolta dal susseguirsi di guerre visibili e invisibili ma che, “ riscaldata” e “ nutrita”, riuscirà a trovare la sua identità, fatta di equilibrio, di armonia, di passione e di consapevolezza.

Questo è il tempo del Cambiamento, delle nuove opportunità, non più indugiare ma agire.

Il Futuro è Presente.