2) L’INEDITO RIVISTA LETTERARIA N°1/20 (in lavorazione)

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L'Inedito Rivista Letteraria

140 pagine formato 17x24 brossura copertina plastificata opaca.

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2) L’INEDITO RIVISTA LETTERARIA N°1/20 (in lavorazione)

Non come mero effetto scenico, né un modo come un altro per tornare indietro, ma con l’intento di riproporre la rivista letteraria, come uno strumento, atto a fare emergere nuove leve di scrittori e poeti, rammentando con forza, che scrivendo, si lascia un’impronta sociale oltre che ortografica, del pensiero pensato, che fa tendenza, e non fine a se stesso; divenendo riflessione comune, contraltare ad un pensiero unico, attraverso un multi-pensiero, al galoppo di questi tempi bui.

Chi ci conosce lo sa. Non siamo nuovi ad improvvisazioni del genere; e come nascemmo dieci anni fa nella grande ragnatela, otto anni dopo costituimmo l’Associazione Letteraria L’Inedito e subito dopo ancora, fondammo il marchio editoriale L’Inedito letterario. Oggi, a due anni di distanza, usciamo con una prova di trasmissione che durerà cinque appuntamenti, per tutto il 2020; i primi numeri di una rivista letteraria in embrione, che uscirà come collana, per poi approdare, se tutto filerà liscio, come periodico dal Gennaio 2021. Non pensiamo a una nuova idea o ad una già percorsa, pensiamo che sia una cosa da fare, credendoci spudoratamente l’anello mancante di questi tempi bui. Partiti un po’ da lontano, abbiamo cercato e studiato come si fossero formate e di cosa trattassero, le prime riviste letterarie, quelle italiane, che dalla fine dell’ottocento, si presentarono nel mondo della lettura periodica sin dopo il primo dopoguerra; dissolvendosi via via, quasi a metà tra il voluto, l’obbligo e l’ineluttabile. Ad ogni uscita, ricorderemo una per una quelle esperienze e di quelle, ci permetteremo imitarne le parvenze in copertina e l’anastatica al centro, a doppia pagina. In un omaggio letterario in ordine cronologico, racconteremo così, la storia di quel lontano inizio secolo, con lo stesso entusiasmo, pensiamo, di quando quelle uscirono a loro volta. Questa scelta nasce dalla volontà di ripercorrere i primordi della rivista letteraria e d’opinione letteraria e non solo letteraria, anche sociale, civile e civica, per ritrovare culturalmente quei nostri padri letterari. Non come mero effetto scenico, né un modo come un altro per tornare indietro, ma con l’intento di riproporre la rivista letteraria, come uno strumento, atto a fare emergere nuove leve di scrittori e poeti, rammentando con forza, che scrivendo, si lascia un’impronta sociale oltre che ortografica, del pensiero pensato, che fa tendenza, e non fine a se stesso; divenendo riflessione comune, contraltare ad un pensiero unico, attraverso un multi-pensiero, al galoppo di questi tempi bui. Ma non abbiamo pretese. Molti di noi non hanno mai avuto esperienze del genere, veniamo solo dall’editoria basica, e tra l’altro da poco tempo anche lì, aiutiamo i giovani scrittori e i giovani poeti, quelli minori diciamo, che con passione a volte presuntuosa, ma di una presunzione sana, pensano che scrivere sia veramente un patrimonio di tutti e di tutti;  e l’opportunità di poterlo esprimere. Perché si può vivere anche di un sogno dentro ad un cassetto, ma per scelta e non per obbligo. Non a caso, noi stessi, nascemmo ad un certo punto, proprio per quel bisogno naturale di “veder arrivare i nostri” in una specie di scena western alla John Ford. Nati nella rete. Da sempre nella rete. Seppur ogni tanto, essersi pure incartati, proponendosi per librerie, con pubblicazioni più che mai underground. In effetti, seppur sembrando giovani, siamo piuttosto attempati. Ognuno di noi ha una storia alle spalle e molti di noi, giorno per giorno, sempre più, si sente consapevole di questi dieci anni di vita; e come diceva una vecchia pubblicità, che un tale oggetto di cinque anni fosse ancora una bambina, beh, questo motto farebbe proprio al caso nostro. Un gruppo di adolescenti in corso d’opera che con delle facce toste toste e convinzioni tante tante, fondavano un gruppo fb dal nome roboante quanto mai ineffabile de: “L’Inedito Rivista Letteraria” e costruivano uno spazio per chi avesse avuto voglia di scrivere prosa e poesia in un ambiente d’aria sobria e vellutata, onesta e spassionata, ben lontana dalla lavagna divisa in due con i buoni da una parte e i cattivi dall’altra. Durante questi dieci anni, il gruppo ha iniziato una scalata lunga e quanto mai impensabile, ritrovandosi oggi a curare quattro collane proprie, quattro titoli al mese e rapporti importanti, basati sulla concretezza e sul ricavo, perché anche questo ci vuole, con giovani autori e, a volte, con case editrici emergenti, piccole, come la nostra, costantemente, come noi, impegnati nella lettura di manoscritti, letti, valutati e pubblicati, proposti puntualmente nel bookstore del sito: www.lineditoletterario.com che costantemente parla di scrittura e lettura, di piccoli infinitesimali scrittori, che scrivendo dimostrano d’esserci. Quando abbiamo iniziato questa strada, non sapevamo che saremmo arrivati tanto lontano. Perché dopo il gruppo FB nacque il sito ufficiale, poi una piattaforma di scrittura, un concorso permanente di poesia – che verrà doppiato da un equivalente di racconti – non ultimo l’agorà di letteratura spontanea, sino a questa non rivista, pronta a diventarlo quanto prima. La scelta grafica di volta in volta, come la scelta della carta in questi primi numeri, ci aiuterà a migliorare, a correggere il tiro; ma una cosa è certa, procederemo controcorrente, senza foto alcuna, dove le parole saranno le sole vere immagini, a farci immaginare il loro vero contenuto, senza supporti immaginifici a svegliare o rivegliare la nostra ordinaria mancanza di concentrazione. E non ce ne vogliate, se all’inizio vi sembrerà di esser stati fin troppo generosi, pagando diciotto euro una rivista bimestrale –  e con tali premesse tra l’altro – ma sappiate che solo una volontà caparbia, forte e cosciente, può scalare la montagna della diffidenza, dell’indifferenza e che il pensiero unico, semina come un contadino il campo, ed è ardua la salita dell’esser liberi di dire la propria, senza il denaro necessario per farlo. Perché noi abbiamo sempre pensato, fin dal primo giorno, che anche un fruttivendolo avesse una storia da raccontare e noi dobbiamo essere lì, in quel momento, per ascoltarla, quella storia. E sappiamo anche, che esisterà prima o poi uno scotto da pagare. Che il percorso non sarà lieve per chi come noi pretenderebbe coprire spazi che non parrebbero competere, laddove tutto è temporizzato, programmato, previsto, procedurato. Avremo bisogno di una mano, da voi tutti cari lettori, coinvolti e facenti parte già da questo primo momento, come in un feedback costante atto a migliorarci. Sapremo ascoltarvi su rivista@lineditoletterario.com, dove potrete spedirci oltre ai pareri di cui sopra, anche i vostri contributi letterari, rivolti alla cultura come salvacondotto per uscire dal buio dei giorni attuali. Tutto verrà letto e verrete contattati, perché è vero che tutti in fondo in fondo siamo padroni del nostro destino, anche se in molti fanno il possibile per demandarlo quotidianamente…