Alessandro Sornaga

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Alessandro Sornaga

Nascere a Bergamo nel 1962 da una ragazza madre, è quasi come dire che me la sono cercata, essere incompreso è il sentiero che ho percorso nella vita portando la zavorra del bisogno. Bisogno di un papà, di una madre che non riesce ad essere presente, bisogno di affetto poi d'amore, di comprensione, di condivisione e quando la salita sul sentiero diventa troppo dura, devo abbandonare il mio fardello per ritrovarlo poi lungo la strada. E Bergamo diventa troppo stretta, scrivo le mie canzoni in riva al mare vicino alla Riviera di Ponente e scrivo, scrivo, scrivo, senza letteratura ma pieno d'intuizioni e vivo, vivo, vivo, cercando appagamento ai miei bisogni che ancora oggi non ho soddisfatto se non per qualche breve periodo della vita. Uno scrittore fertile e sagace che sottolinea il dubbio con puntiglio, che scrive pure ciò che non gli piace come che gli è mancato avere un figlio perché non va d'accordo con nessuno per cui l'essere sordo ti è opportuno. Ma poi siccome scrivo ciò che penso, magari riesci ad essere propenso ad ascoltare.

La teoria del complotto

Non è facile parlare di complotto in un mondo in cui il 2% possiede il 98 per cento e viceversa. Questo enorme potere concentrato nelle mani di pochi è in grado di inebetire le masse, stordendole con i media, con lo sport, il sesso, l’orrore della guerra, la paura delle pandemie e degli sconvolgimenti climatici, l’inquinamento, la sovrappopolazione, lo sgretolamento della famiglia e dell’identità sessuale, la disillusione nei credo religiosi, il tutto inserito in un contesto in cui pare che nessuno possa intervenire in aiuto a questa umanità, che vive su una sfera impazzita che gira su se stessa, gira attorno al sole, che gira nella galassia che gira negli ammassi di galassie percorrendo distanze talmente grandi che una formica potrebbe rimanere annichilita scoprendo che noi crediamo in così tanta elucubrazione celebrale.

Per questo non conviene parlare di complotto su questi parametri, è meglio cominciare da qualcosa che sia più facilmente alla nostra portata e così ho pensato che possa andare bene parlare dell’accordatura degli strumenti musicali sul La diapasonico a 440 hertz, frequenza stabilita con una convenzione nel nord Europa subito dopo la guerra e tutt’oggi in vigore in quasi tutte le composizioni musicali, dalla musica classica, al rock, al melodico, al folkloristico. Questo perché gli strumenti musicali vengono accordati con un diapason che vibra 440 volte al secondo.

 

432 hertz

Quindi dal 1939 a Londra venne sancito il dogma per cui la musica doveva vibrare sulla frequenza di 440 hertz sulla base di studi effettuati in primis dai nazisti estimatori di Wagner, tanto caro al fuhrer e ai suoi accoliti, mentre nel sud dell’Europa, compositori di scuola Verdiana, facevano accordare le orchestre sulla frequenza di 432 hertz che nei trattati di Giuseppe Verdi conferiva alla melodia una connotazione più armoniosa e “rotonda”. Ma poco ebbero da controbattere i compositori italiani, francesi e spagnoli che alla conferenza indetta da radio Londra nel 1939 non furono nemmeno invitati.

Per cui il mondo dovette sottostare a questa decisione e in America si avviò una intensa produzione di strumenti che uscivano dalle fabbriche con quella che ormai era diventata l’accordatura standard.

Nasceva ad ogni modo un movimento denominato Omega 432 che voleva opporsi al dogma e aveva fra gli artisti più conosciuti i Pink Floyd e trent’anni dopo radio ​Londra, uno scienziato giapponese, Masaru Emoto, condusse degli esperimenti sulle vibrazioni e su come queste agissero sull’acqua della quale i nostri corpi sono composti per l’ottanta per cento e si accorse che la vibrazione a 440 hertz sgretolava l’acqua mentre quella a 432 hertz le faceva formare strutture geometriche, evidenziando così che i 432 hertz portano un’informazione che in seguito fu dimostrata con gli studi matematici sull’ottava.

Conclusione? Giuseppe Verdi aveva ragione. Conseguenze? Nessuna, la musica continua imperterrita ad essere suonata a 440 hertz che non significa che non sia bella ma che non trasmette quell’informazione e a questo punto è lecito chiedersi, perché?

Ma torniamo al 1939 e cerchiamo di capire cosa stava succedendo nel mondo in quel tempo.

Fino ad allora per ascoltare musica era necessario andare a teatro, salvo non essere musicisti, da quel periodo in poi, la radio, il giradischi, la televisione, avrebbero portato la musica ad un altissimo livello di fruibilità nelle case della gente e se avesse vibrato a 432 hz, avrebbe portato quell’informazione geometrica che poteva favorire il risveglio delle coscienze, una sorta di connessione con il mondo. Ecco che cosa è stato fatto, nascondendo la geometria sacra, la scala aurea, la musica a 432 hertz, si è impedito alla gente di raggiungere un livello di coscienza e di consapevolezza con l’evidente scopo di tenerla sottoposta. Ecco quindi la prima pietra di ciò che possiamo definire un complotto.

 

La dissonanza cognitiva

Ora che abbiamo ventilato con la questione degli hertz la possibilità che qualcuno ordisca, trami, complotti appunto verso l’umanità, proviamo a considerare un tipo di complotto più subdolo, astuto, ingannatore. Qualcosa tipo Babbo Natale che porta i regali scendendo dal camino ed è un omone enorme che non ci passerebbe nemmeno facendosi a fettine. Per costruire un concetto simile, serve una fonte autorevole e indiscutibile che nel caso di Babbo Natale sono i genitori del bambino, sostenuti in tutto e per tutto da vicini, parenti e amici, alcuni dei quali pronti pure a travestirsi pur di far accettare al pargolo innocente l’idea che il camino possa non essere tanto stretto sicché la notte del 24 penserà di mettere le caramelle davanti al focolaio delle quali troverà inesorabilmente le carte accartocciate il mattino dopo insieme coi regali. Ma non è certo di Babbo Natale che volevo parlare, vorrei prendere in considerazione una situazione per la quale qualcuno ha tenuto bloccata per alcuni secoli la civiltà occidentale sul proprio continente, le Colonne d’Ercole. Ai tempi remoti in cui la Terra conosciuta era di forma piana, qualcuno in Europa aveva diffuso l’informazione che andando al largo dallo stretto di Gibilterra verso l’oceano Atlantico, si raggiungesse un luogo di non ritorno, il punto in cui l’acqua del mare si lanciava in una enorme cascata che andava ad infrangersi sul guscio di una gigantesca tartaruga che sorregeva il mondo. Le leggende raccontate dai marinai parlavano di mostri marini che divoravano le navi ancora prima che queste potessero scomparire nella cascata delle Colonne d’Ercole. Alcuni raccontavano di aver visto cose orribili, pittori scrittori e scienziati rincaravano la dose con il loro supporto subordinato alla causa tanto fu che per un bel po’, nessun comandante di nave o vascello che dir si voglia, ebbe l’ardire di chiedere al proprio equipaggio di affrontare un viaggio tanto scellerato e le Americhe rimanevano indisturbate, quanto meno dall’orda barbarica che viveva in questa parte di mondo. Non che questo fosse un male, possiamo dire oggi con il senno di poi sapendo quello che fecero ai nativi americani i successori di Colombo, potremmo pure pensare che qualcuno stesse tutelando quella gente avendo la consapevolezza che l’umanità non era pronta alla conquista del Nuovo Mondo e magari avevano pure ragione ma in realtà noi stiamo considerando un inganno, una enorme dissonanza cognitiva​.

 

La scoperta dell’America

Oggi fra i modi di dire comuni si usa la frase hai scoperto l’America per far capire che in realtà non hai scoperto nulla ed infatti Cristoforo Colombo non scopri proprio un bel niente e tutta quella storia dell’uovo e del voler arrivare in India è una bella storiella raccontata per rendere affascinante ciò che invece ha il sapore del sangue e della violenza, la conquista ordinata dai gerarchi cristiani delle terre che sapevano bene si trovavano oltre oceano, la conquista dell’America. Lasciamo stare con l’uovo anche la convinzione di aver dimostrato che la Terra sia una palla, dato che nemmeno successivamente Magellano lo poté dimostrare giacché il suo percorso può essere benissimo descritto su una cartina della Terra piana. Fatto sta che quelle terre dove già da tempo erano approdati gli egizi, i fenici e addirittura i vichinghi dei quali sono state trovate testimonianze storiche e reperti, divennero preda delle scorribande dei conquistadores spagnoli, portoghesi, francesi, italiani ed inglesi. La carneficina delle popolazioni presenti sui due continenti fu tale da sfiorare il genocidio, alcuni popoli come gli aztechi ed i maya nel Sud America scomparvero letteralmente dalla faccia della Terra dando origine a leggende come quelle che parlano di astronavi che se li portarono via, corroborante dai disegni di Nazca e da altri ritrovamenti archeologici. È bene che si sappia che il suolo americano è intriso del sangue di quella gente che aveva come sola colpa quella di non essere di fede cristiana, fatti questi che rendono le crociate più attuali di quelle che si studiano a scuola e lo sterminio degli ebrei un po’ meno unico nel suo genere. Scusate i toni ma ho una carogna che mi sale sulla schiena che si mangerebbe Colombo con tutte le sue caravelle.

 

La discendenza

Inutile dire che per la legge del karma i popoli scontano le loro colpe anche nelle vite che seguono fino a che il peso delle azioni commesse anche dai loro antenati non sarà compensato nel bene e nel male. Già, inutile dirlo ma intanto l’ho detto e questo porta sui discendenti dei barbari che conquistarono le Americhe una spada sulla testa tanto grande che Damocle riderebbe guardando la sua. Ma non sarebbe giusto attribuire colpe a chi ignorantemente ha eseguito ordini, non fosse che la legge non ammette ignoranza e se consideriamo quella del karma una legge, lasciamo decidere a chi deve giudicare secondo la legge. Per cui questa gente che oggi prevarica l’umanità con la sua egemonia strategica, militare ed economica, avrebbe da pagare un prezzo salatissimo al mondo che li ospita. Ma un prezzo ancor più salato lo dovrebbero pagare i mandanti di tanto massacro e proprio la paura di vedersi presto presentato il conto sta spingendo questi ultimi, nei panni dei loro discendenti, a fare cose che stanno terrorizzando il mondo intero. Tutte azioni nascoste dietro dissonanze cognitive tipo guerre per portare pace, bombe intelligenti, armi di distruzione di massa mai rinvenute in Iraq e in Libia, terroristi islamici ben foraggiati ed armati da quelli che poi vengono terrorizzati, per arrivare alle torri gemelle che contenevano talmente tanto amianto che avrebbero dovuto essere demolite, pandemie provocate da virus di cui i brevetti sono detenuti e pubblicati da società riconducibili agli USA e il resto lo lascio ai teorici del complotto anche perché io nel frattempo avrei voglia di andare sulla luna con un lem di latta e carta stagnola tenuto insieme dal nastro isolante. La luna, già, che storia quella che ci ha messi tutti con il naso all’insù mentre l’industria cinematografica anglo americana produceva Odissea nello spazio e poi ufo, con la sua bella base luna ad oggi irrealizzata e spazio 1999, spazio, ultima frontiera… Eh si, la frontiera della Terra non era più l’Antartide ma lo spazio con i suoi pindarici voli interstellari.

 

Davvero credete sia possibile?

Andare sulla luna, ma l’avete vista bene voi la luna? Voglio dire, l’avete guardata con i vostri occhi cercando di capire le fasi lunari per confrontarle con come vengono descritte dalla scienza e dall’astronomia moderne? Vi siete chiesti come sia possibile che la faccia della luna che rimane sempre rivolta verso la Terra sia stata colpita da tante meteoriti e asteroidi che avrebbero provocato i crateri che possiamo vedere ad occhio nudo? E quando la vedete di giorno alta nel cielo mentre dovrebbe essere nella parte dove è notte, avete mai provato a triangolarla col sole in modo di capire se possa essere davvero quello, che facendole riflettere la sua luce da una certa angolazione starebbe provocando la fase lunare di quel giorno? Il primo quarto di luna crescente, quello tanto caro ai turchi per capirci, vi siete chiesti come sia possibile che una sfera che riflette la luce di una fonte terza rispetto all’osservatore, possa mostrarsi illuminata in quel modo, cioè in forma concava e non in forma convessa  come in realtà dovrebbe essere? Sembra veramente che la luna non sia quello che ci vorrebbero far credere, che non sia luminosa perché riflette la luce del sole ma che abbia molto probabilmente una sua propria fonte di luce interna, che girando molto lentamente, come fa la luce di un faro, ci consente di vedere le fasi lunari  Alla luce di questa ipotesi, credete davvero che sia possibile che gli americani siano andati sulla luna? Io avrei una teoria in merito, un ragionamento che dalla luna passa direttamente a considerare altri mondi oltre l’Antartide.